mercoledì 29 ottobre 2014

John Carpenter: «il mio gioco preferito del 2014 è Borderlands: The Pre-Sequel. Deluso da Destiny»

John Carpenter è stato nuovamente intervistato dal popolare sito di videogiochi giantbomb.com nel giro di pochi mesi. Questa volta Patrick Kepleck - l'intervistatore - ha chiesto al regista californiano quale fossero i videogame che più ha gradito nel corso del 2014. Di seguito la traduzione integrale e in esclusiva per "Il Seme Della Follia" a cura di Fabio Pennywise Carpenter.


GiantBomb: Puo' dirci quali sono stati i videogiochi che ha provato quest'anno? Quali ha preferito e perchè?
John Carpenter: Sono dipendente da Borderlands: The Pre-Sequel proprio come lo sono stato per Borderlands 2 ed i suoi componenti aggiuntivi. Murdered è un gioco interessante, ma sono rimasto deluso da Destiny, anche se ci ho giocato diverse volte.

Ha mai giocato con Ocolus Rift? Si tratta di uno schermo visore per migliorare la propria esperienza di gioco virtuale. Molti lo indicano come il futuro per i videogiochi dell'orrore.
No e no, grazie.

Avete intenzione di giocare ad Alien: Isolation e The Evil Within'? Il primo è un gioco eccellente, è un buon anno per i titoli horror.
Proverò ambedue. 

Avete mai provato della paura nel giocare ad un videogioco horror? Ricorda un momento in particolare nella quale si è spaventato?
Spaventato no, ma ho provato ansia per quello che stava per succedere al  mio personaggio.

L'anno scorso ci ha detto che sarebbe interessato a lavorare su un videogioco horror. E' cambiato qualcosa da allora? Che idee avrebbe per crearne uno?
Due cose che rendono grande un videogioco sono il design ed il gameplay. Si possono scrivere sceneggiature molto interessanti, ma devono essere supportate da quelle due cose per crescere.

La mia ultima domanda non riguarda i videogiochi ma uno dei suoi film: Halloween. Col secondo capitolo si è tentato di chiudere la saga ma lui continua a tornare. Perchè pensa che Michael continui a tornare e perchè non si è chiuso la saga col secondo capitolo?
Vorrei che esistesse solo il primo Halloween. Dopo il film originale non c'erà più una storia originale, ma la gente ha continuato per anni a chiedere film su Michael. O forse sono stati i produttori a farlo tornare più volte per aumentare i propri profitti. 

mercoledì 22 ottobre 2014

Distretto 13 & Chrstine: il punto della situazione riguardo i blu-ray per il mercato italiano


Ogni tanto anche i fan del Maestro dell’horror possono ricevere qualche soddisfazione dal mercato di dvd e blu-ray, in particolare quello italiano. Proprio poco tempo fa vi ho parlato del caso controverso di Dark Star, un blu-ray che sa un po’ di vittoria di Pirro (un disco dignitoso, ma principalmente perché le versioni italiane in dvd erano a dir poco fatiscenti), ma oggi spazio finalmente a buone notizie. Se l’anno scorso le due perle assolute da segnalare per gli appassionati erano i blu-ray di Halloween e Il Seme Della Follia (quest’ultimo fortunatamente giunto anche in Italia), quest’anno dopo il timido passo di Dark Star, possiamo aggiungere alle nostre collezioni altri due titoli importanti:

- ASSALTO AL DISTRETTO 13 (o “Distretto 13: le brigate della morte” come intitolato all’epoca). Se avete già letto la mia guida, pubblicata precedentemente sul blog, sapete che questo film aveva ricevuto un trattamento encomiabile negli Stati Uniti, con una splendida collector’s edition che sfoggiava un master video di indubbia qualità; bene il distributore Quadrifoglio dopo continui rinvii negli ultimi anni ha finalmente dato alla luce, è il caso di dirlo, il blu-ray italiano di questo imperdibile cult. E con somma sorpresa la qualità video eguaglia quella della controparte americana, sfoderando un quadro nitido e dei colori vibranti (nei limiti del girato originale). Audio nella norma e comparto extra ereditato dai precedenti dvd.

- CHRISTINE. Fino a pochi mesi fa l’unica edizione in HD esistente era un blu-ray statunitense limitatissimo, prodotto in poche migliaia di copie e venduto fin da subito a cifre folli. Ora l’adattamento carpenteriano dell’omonima storia di S. King giunge nel mercato europeo, per cortesia di Sony, con lo stesso identico e sfavillante master che fa risplendere i colori originali di questa pellicola del 1983. In Italia lo vedremo a Dicembre, ma se proprio siete impazienti l’edizione tedesca e quella spagnola (con audio italiano) sono già in commercio. Unica pecca da segnalare, sembra che non siano presenti sottotitoli italiani per il film, ma stranamente solo per i contenuti extra.

Con questi due titoli preziosi aumenta il conto dei blu-ray disc di qualità nella videoteca italiana, anche se la strada è ancora in salita (mancano all’appello classici come il sopracitato Halloween, The Fog, Il signore del male… tutti in mano a distributori di nicchia da cui non si hanno notizie certe), ma una cosa è certa, per quest’anno sappiamo già cosa regalarci per Natale.

servizio a cura di Riccardo De Franco 

lunedì 20 ottobre 2014

Ox Baker: è morto oggi ad 80 anni il wrestler che recitò anche in Fuga Da New York di Carpenter


E' morto quest'oggi all'età di 80 anni - a causa di complicazioni dovute ad un recente infarto - il wrestler Ox Baker, famoso tra i fans di John Carpenter per aver recitato la scena "del ring" con Kurt Russell nel film del 1981 Fuga Da New York (sopra un'immagine estratta proprio dalla pellicola).
Baker, nato a Sedalia, nel Missouri, il 19 aprile 1934, è stato uno dei wrestler più popolari negli anni '70 grazie anche alla sua incredibile stazza ed al suo look "barbaro", che ne ha caratterizzato l'intera carriera. A sorpresa, all'età di 79 anni, nel dicembre del 2013 Baker tornò a combattere in una Batlle Royal dove la spuntò contro altri 13 partecipanti, vincendo il titolo di campione CCW.
Lo stesso Carpenter l'ha ricordato meno di un'ora fa  attraverso la sua pagina Facebook con queste parole: «RIP Ox Baker".



lunedì 13 ottobre 2014

Essi Vivono: dal 26 novembre disponibile un'edizione "ultra rara" in steelbook in esclusiva per zavvi.com


Il celebre store inglese zavvi.com ha reso disponibile il pre-order di un'edizione definita dallo stesso sito "ultra limited" in steelbook blu-ray del celebre film di fantascianza Essi Vivono di John Carpenter, che verrà venduto a partire dal 26 novembre ad un prezzo di poco inferiore ai 26 euro in assoluta esclusiva presso lo store sopracitato. Al momento - oltre alla copertina che vedete sopra - non si hanno i dettagli tecnici della release, che speriamo di potervi fornire al più presto. 

domenica 12 ottobre 2014

Kim Gottlieb-Walker: a dazeddigital.com racconta la sua esperienza lavorativa con John Carpenter

Di seguito vi riportiamo - integralmente tradotta in italiano da Micol Basone - l'intervista che la fotografa Kim Gottlieb-Walker ha rilasciato al sito dazeddigital.com in occasione dell'imminente uscita del libro fotografico On Set With John Carpenter. Buona lettura.


Dietro l'obiettivo insieme alla fotografa del set di John Carpenter.
Snake Plissken a casa e il relax durante The Fog: ricordando i momenti più iconici dei film di John Carpenter con un'esclusiva anteprima del nuovo libro.
Come recita il detto: dietro ogni grande uomo c'è una grande donna. Nel caso della fotografa americana Kim Gottlieb-Walker, lei era spesso dietro le scene degli originali e avvincenti film del regista John Carpenter. Da Halloween- probabilmente il primo film slasher di sempre – all'inquietante classico The Fog, alla performance del cinico anti-eroe Snake Plissken in Fuga da New York, la Gottlieb-Walker è stata coinvolta nel documentare alcuni dei lavori più duraturi di Carpenter.
Ha iniziato la sua vita di fotografa con degli scatti in 35mm durante il suo primo anno all'Università della California, a Berkley, documentando eventi contemporanei come il Free Speech Movement del 1964. Dopo aver girato un fallimentare film indipendente, la sua collega per il progetto, Debra Hill, viene scelta per a lavorare a  Halloween di Carpenter, o come era stato intitolato inizialmente The Babysitter Murders. La Hill, ricordandosi del buon lavoro della Gottlieb-Walker, la trascina con sé, dando il via ad un'eclettica carriera che, oltre al suo lavoro con Carpenter, include diversi show televisivi come Star Trek e Cin Cin, e personaggi come Jimi Hendrix e Bob Marley.
La Gottlieb-Walker sta per pubblicare il libro On Set with John Carpenter, le cui immagini restituiscono una visione più fresca dei film horror e di fantascienza che hanno dettato la tendenza degli anni '70 e '80. Come Carpenter stesso descrive nella dedica del libro: "gli scatti dietro le scene di Kim catturano il divertimento che abbiamo vissuto al tempo. I suoi ritratti e gli scatti d'azione sono splendidi."

Qual è la tua esperienza riguardo l'inizio della tua carriera, quando frequentavi la scuola di cinema alla UCLA e lavoravi da studentessa alla produzione di film?
Kim Gottlieb-Walker: Ho adorato il dipartimento di Cinema della UCLA. Il mio insegnante alla scuola di cinema, Bill Kerby, faceva interviste per la stampa underground e mi portava con sé per scattare le fotografie – è così che ho avuto l'occasione di scattare dei ritratti a Jimi Hendrix quando avevo 20 anni – e si è occupato delle luci ad un concerto locale dei Doors, durante il quale ho aiutato anche io. Lavoravo come assistente per gli studenti che giravano i primi film, mentre ero alla specialistica. Lavorare per la stampa underground mi ha aiutato ad avere un portfolio pieno di affascinanti musicisti, politici, autori ed eroi della cultura popolare di fine anni '60.

Sei venuta a vivere a Londra per un anno. Cosa facevi?
K.: Mi ero laureata ed ero pronta per la mia avventura europea! Ho lavorato occasionalmente per la rivista Time Out London e ho conosciuto quelli che sarebbero diventati gli amici di una vita. Ho fotografato i Pink Floyd in studio e Rod Stewart e Donovan alla Isle of Wight e ho amato ogni singolo minuto di quell'esperienza.

In On Set with John Carpenter si dice che hai scattato dalle 3000 alle 5000 fotografie per ogni film. Ci sono immagini che avevi perso e ritrovato nel tempo, o cose che sono andate perse e ti piacerebbe riscoprire?
K.: Anche se facevo delle prove di stampa per vedere quello che scattavo (non c'erano anteprime istantanee con i rullini!), i negativi originali di Halloween sono andati perduti da tempo per quanto ne so. Ogni settimana durante le riprese, stampavo le foto migliori da mostrare a John [Carpenter] e a Debra [Hill]. Quelle stampe sono finite nel mio portfolio e posso farne una scansione e riprodurle nel modo in cui devono essere ammirate. Ho tutti i negativi originali di Fuga da New York, quindi riguardare quegli scatti per scegliere i miei preferiti da stampare è stato tremendamente divertente. I fan da tutto il mondo mi hanno aiutato, mandandomi immagini e addirittura sequenze dei miei negativi trovati online.

Nel libro si racconta anche che, a causa del rumore della tua macchina, Carpenter girasse spesso le scene una seconda volta per permetterti di documentarle. Hai mai avuto problemi di autenticità con questo approccio?
K.: Durante Halloween non avevo ancora il blimp per silenziare la mia macchina fotografica, perciò  quando girava scene di dialogo tranquillo spesso John le faceva ripetere agli attori "un'altra volta per Kim". Pochi registi apprezzano il valore della fotografia come John, lavorare con lui è stato un vero piacere.

Hai un tuo scatto preferito del periodo in cui lavoravi ai film di Carpenter?
K.: Ho molti scatti preferiti! Amo quella in cui Donald Pleasence spara con una pistola, in cui l'illuminazione proviene solamente dallo sparo, quindi non ho potuto studiare la luce in anticipo. Ho dovuto tirare a indovinare con l'esposizione e sperare per il meglio. Ero elettrizzata quando ho ritirato la prova di stampa! E adoro tutti gli scherzi dietro le scene. Avevo "insegnato" a John e Dean Cundey a puntare il dito verso qualcosa ogni volta che ero in giro (se non stava accadendo nulla) in modo da avere una foto utilizzabile. In Fuga da New York c'è uno scatto in cui entrambi nello stesso momento puntano il dito in direzioni opposte. Amo quello scatto. Amo anche gli scatti in cui giochiamo con i materiali di scena (mi riferisco ad una foto in cui io tengo una pistola, nota come la mia foto alla "Patty Hearst").

Com'era l'atmosfera sul set di quei film horror e di fantascienza, in particolare come donna?
K.: E' stata una delle cose più divertenti che abbia mai fatto. Era come stare in famiglia. Eravamo amici molto cari che lavoravano insieme di buon umore e con un obiettivo comune. L'atmosfera era energica e felice. Non penso che l'essere una donna abbia influito su nulla. C'erano altre donne nella troupe e Debra Hill era una persona energica. Non era più alta di 1,50 m ma era una dei migliori produttori di Hollywood.

"Mi vedo come uno storico del set.
Il mio scopo è quello di comunicare
 sempre l'atmosfera e il tono
di ogni film e di catturare
tutte le attività di ogni ripresa."
                    Kim Gottlieb-Walker

Il libro è composto principalmente da citazioni del cast e della troupe – com'è stato tornare indietro e parlare con tutte quelle persone?
K.: E' stato fantastico incontrare persone a cui voglio bene e che non vedevo da 35 anni o più. Molti di quelli che ho intervistato per il libro hanno iniziato la propria carriera con quei film, e molti oggi sono registi di spicco. Jeff Chernov ha prodotto i recenti film di Star Trek e ho avuto l'occasione di mostrare ai suoi assistenti alla produzione che aspetto aveva quando era un assistente alla produzione. Larry Franco e Barry Bernardi sono entrambi affermati produttori ora – Keith Gordon, Tommy Wallace e Nick Castle sono registi. Debra Hill ha dato il via alla carriera di talmente tante persone, che è una delle ragioni per cui il libro è dedicato alla sua memoria.

Puoi dirci qualcosa di più riguardo l'ultimo giorno di riprese, prima che tu venissi accolta nella Cinematographers Guild, quando ti si è rotto il polso in 3 punti?
K.: Entrare a far parte dell'unione era molto più difficile 40 anni fa. C'era una classica situazione paradossale: non potevi entrare a far parte dell'unione se non avevi lavorato per almeno 30 giorni ad un film dell'unione. Ma non potevi lavorare a un film dell'unione, se non ne facevi parte. Debra aveva firmato i contratti per girare Fuga da New York con tutti quelli con cui a lei e a John aveva fatto piacere lavorare durante i precedenti film, e solo dopo ha firmato i contratti per l'unione. Quindi, hanno dovuto rispettare i contratti e permetterci di lavorare al film. Il ventinovesimo giorno abbiamo fatto la festa di fine riprese in un palazzetto per il pattinaggio (un sabato sera, con ancora un giorno di riprese da fare il lunedì), e mi sono rotta il polso in 3 punti. Debra mi ha portato all'ospedale ed è rimasta con me tutta la notte. L'ultimo giorno ho lavorato con il braccio ingessato, sotto antidolorifici. Erano tutti preoccupati che cadessi nel porto di San Pedro, ma ho fatto i miei scatti e ho avuto il mio trentesimo giorno!

Quali cambiamenti hai visto nel lavoro e nello stile di John Carpenter?
K.: John non è cambiato durante quei film – ha sempre saputo quello che voleva e sapeva comunicarlo alla troupe. Keith Gordon (la star di Christine) ha imparato a fare il regista guardando come lavorava John!

Come credi che le tue fotografie abbiano influito sul prodotto finale visto nei cinema?
K.: Mi vedo come uno storico del set. Il mio scopo è quello di comunicare sempre l'atmosfera e il tono di ogni film e di catturare tutte le attività di ogni ripresa – non solo l'essenza della scena, ma anche l'installazione degli effetti speciali, le interazioni tra John e gli attori, le risate e il divertimento sul set. Le immagini sono state molto importanti per la promozione dei film – ancora oggi, quando citi uno dei film, spesso ti viene in mente una particolare immagine.

Il libro di Kim Gottlieb-Walker "On Set with John Carpenter" verrà pubblicato dalla Titan Books il 24 ottobre.

mercoledì 8 ottobre 2014

Deep fried movies: bellissima galleria fotografica di "dietro le quinte" dei film di John Carpenter

Il sito Deep Fried Movies ha pubblicato una bellissima galleria fotografica che ripercorre i dietro le quinte di un pò tutti i film che John Carpenter ha girato in quaranta anni di carriera. Le immagini sono state riprese dal sito ufficiale del regista, dal sito outpost31.com e anche dal sito della fotografa Kim Gottlieb-Walker, che il prossimo 31 ottobre pubblicherà un libro fotografico proprio dedicato ai dietro le quinte delle pellicole di Carpenter, dal nome On Set With John Carpenter (per saperne di più leggi QUESTA news). 





lunedì 6 ottobre 2014

Beyond Fest 2014: il resoconto della serata con John Carpenter e Jamie Lee Curtis


Il sito dreadcentral.com ha rilasciato un articolo/resoconto (con tanto di clip e galleria fotografica) della serata inaugurale dell'edizione 2014 del Beyond Fest che ha visto la presenza speciale del regista John Carpenter e dell'attrice Jamie Lee Curtis (accolti ambedue da una lunga standing ovation) per discutere - grazie alla moderazione di Geoff Bucher - con i fan dopo una proiezione speciale di Halloween, rimasterizzato per l'occasione dal direttore della fotografia del film Dean Cundey. Carpenter a fine serata ha annunciato che nei primi mesi del 2015 uscirà un suo album/compilation di temi musicali "perduti" da lui suonati e mai inseriti nei suoi film.

La Curtis invece non si è fermata a firmare autografi ma prima di andarsene ha lasciato la sua "signature" su un coltello da macellaio Lamson  (vedi immagine sopra) che verrà messo all'asta tramite Dread Central per raccogliere fondi per la Busted Fondation, che utilizzerà i soldi raccolti per finanziare alcuni centri losangelini che lottano contro il cancro al seno. 


sabato 4 ottobre 2014

John Carpenter: «sarebbe stato ridicolo se mi avessero proposto di girare Top Gun»

Di seguito vi riportiamo - integralmente tradotto in italiano da Micol Basone in esclusiva per "Il Seme Della Follia", l'intervista che John Carpenter ha rilasciato al sito volture.com. Per leggere l'articolo in versione originale, cliccate qui


John Carpenter parla della sua articolata carriera di regista, delle divergenze creative, e del termine "slasher".
Il corpo delle opere del regista horror John Carpenter è atipico, nel senso che i suoi film sembrano spesso opera di un artista pubblicitario inflessibilmente intuitivo. Mai soddisfatto di ricevere solamente un assegno, Carpenter ha abbandonato il filone di Halloween, dopo aver collaborato e prodotto i primi due fallimentari sequel della serie, per dedicarsi a progetti audaci, come Grosso Guaio a Chinatown e Il Signore del Male, che dimostrano quanto Carpenter sappia come fare un film senza cedere alla pressione creativa di dover creare robetta gradevole.
Vulture ha parlato con Carpenter riguardo a come abbia risolto i principali conflitti sui progetti che hanno definito la sua carriera, in particolare La Cosa, i suoi sequel di Halloween, e altro.

In The Films of John Carpenter, l'autore John Kenneth Muir scrive che una prima versione di Halloween era stata giudicata "non abbastanza spaventosa" e che tu hai speso due settimane a lavorarci sopra e ad aggiungere la colonna sonora.
No, non è corretto.

Sembrava una strana coincidenza, dal momento che avevi dichiarato la stessa cosa riguardo a una prima versione di Halloween II. Si tratta solo di Halloween II, allora?
Esatto, si tratta solo di Halloween II. Halloween dopo il primo montaggio era perfetto. Mancava solo la musica.

Come hai collaborato con Debra Hill [citata come co-scrittrice] al copione di Halloween II?
Per quel particolare copione, ho scritto quasi tutto da solo. È stato un copione faticoso, perchè mi sembrava di non avere nessuna storia da scrivere. E l'unica cosa che potevo pensare di fare, era riprendere da dove Halloween finiva e semplicemente continuare. È un copione che ho scritto con sei lattine di birra accanto, ogni sera, cercando l'ispirazione.

Ricordi quale birra bevevi?
Direi la Budweiser, perchè mi rendeva alticcio, senza farmi ubriacare.

Come hai dato al [regista] Rick Rosenthal la notizia che la versione grezza di Halloween II che aveva presentato non era abbastanza spaventosa?
Mi ha mostrato la sua versione, e io ho detto "C'è una cosa che questo film deve essere, ed è spaventoso. E non ci siamo ancora. Quindi voglio che ti prenda..." non ricordo quanti giorni gli ho dato. Ma "prenditi qualche giorno e lavoraci su". E non è cambiato nulla. Perciò ho detto "Dovrò pensarci io". Abbiamo ritoccato un po' il montaggio e girato nuovamente qualche scena.

Molte delle scene che sono state aggiunte, non sono scene in cui Michael [Myers] attacca delle persone? È un'esagerazione?
Non è proprio così. Ad ogni modo, sono state aggiunte due scene in cui attacca altri personaggi.

Con la Hill avete parlato di come i film slasher fossero demodé, e di come il miglior modo di procedere con Halloween III e  i successivi sequel fosse quello di renderli film sulla festività di Halloween, e non più su Michael Myers.
Non la metterei mai in questi termini. Non userei mai la parola slasher. È un termine che è stato inventato dopo. Ho pensato, Non c'è nessuna storia da raccontare qui. Perciò facciamo qualcosa di diverso, inventiamo una nuova storia. È iniziata così. Ne stavo parlando con Joe Dante, e mi ha detto "Sai, Nigel Kneale [scrittore di fantascienza britannico] è in città, potrebbe avere una buona storia. Andiamo a parlargliene". Perciò sono corso a parlargliene; eravamo io, Joe e Debra. E lui stava lavorando a Il Mostro della Laguna Nera alla Universal. Ha proposto una storia che ho trovato davvero interessante.

Ad un certo punto, Dante è stato collegato alla regia del remake de Il Mostro della Laguna Nera, come è successo per te. Dante stava lavorando a quel film nel periodo in cui ti sei rivolto a Kneale?
Non credo.Volevo che Joe dirigesse Halloween III, ma non è andata così.

Era troppo impegnato?
Ora non ricordo.

Oltre al tema della festività, ci sono stati altri suggerimenti sul come utilizzare Halloween III come modello per i successivi sequel di Halloween?
Non si trattava di questo. Abbiamo pensato di prenderla come un progetto alla volta. Halloween III era solo una bella storia. Era diversa: non c'era Michael Myers. Motivo per cui non ha avuto successo.

Che tipo di discussioni hai avuto con Nigel Kneale riguardo al suo copione, prima e dopo che fossero apportate modifiche?
L'abbiamo semplicemente lasciato scrivere. La sua prima bozza non era molto acuta, e conteneva molti elementi inglesi che nessuno comprendeva. Il personaggio principale lavora in un ospedale inglese dove nessuno guariva. Non sono sicuro di capire cosa significa: è una zona povera? È un pessimo ospedale? Suona strano. Avevamo un regista a quel punto, Tommy Lee Wallace. E ha iniziato a lavorare con Nigel alla riscrittura. Ma Nigel Kneale non voleva cambiare nulla della sua preziosa scrittura. E non era all'altezza di quello che ci serviva. Quindi ci abbiamo lavorato noi, io e Tommy Lee. Nigel Kneale è uno scrittore brillante, ma al tempo in cui l'ho conosciuto era abbastanza irascibile e cattivo. Era un personaggio cattivo. Ha iniziato a prendersi gioco di Jack Arnold, il regista della versione originale de Il Mostro della Laguna Nera. All'epoca Arnold aveva perso una gamba. E Nigel lo prendeva in giro per questo. Terribile. [Nigel] pensava di essere superiore a noi, noi registi horror.

È strano, dal momento che il tuo Il Signore del Male è un omaggio all'opera di Nigel Kneale.
Non gli importava. Se non l'aveva scritto lui, era una merda.

Ma la tua ammirazione per la sua opera non è mutata nel tempo.
No, ho amato molto le sue opere originali. Penso che sia rivoluzionario...ma una persona terribile con cui lavorare! [ride].

Quando hanno fatto Halloween IV, avevi altri piani per i sequel?
No, non ero coinvolto dopo [Halloween III].

In precedenza hai dichiarato che il fatto che Dark Star non abbia attratto altri progetti più grandi ha causato "la prima depressione della mia vita", ma che è anche stato prezioso nel tenere sotto controllo le tue aspettative.
Vero, proprio così.

Ricordi il momento in cui hai realizzato che Dark Star non aveva avuto l'impatto che desideravi?
[ride] Non lo so! Penso fosse quando ho realizzato che non mi fruttava soldi. Non so.

Analogamente, hai visto il primo montaggio di The Fog e hai capito che non funzionava. Come ti sei preparato per dire ai dirigenti che ti serviva più tempo e denaro? Come ti sentivi e con chi ne hai parlato?
I direttori dello studio. Sono semplicemente entrato, e ho detto "Dobbiamo lavorarci ancora un po'". E hanno detto "Okay!".

Wow, davvero è stato così facile?
[ride] Sì.

Quindi sapevi che avresti ottenuto quella risposta? È un grosso rischio da correre, contando che sei un artista e che devi navigare nel sistema degli studios per poter girare i tuoi film.  Perciò devi essere diplomatico, ma lavori anche seguendo l'istinto, per sapere cosa funziona e cosa no. È un equilibrio delicato, specialmente quando ci sono delle aspettative...
Ben detto [ride]. È quello che penso anche io! Cerchi di incontrare le aspettative di chi ti dà i soldi, perciò è una variabile che devi inserire nell'equazione. Non puoi semplicemente fare come ti pare. Cerchi di dare a loro ciò che vogliono. E quello che vogliono, in fin dei conti, è un successo. Quindi, se riesci a fare un film che frutta soldi, va tutto bene. Perciò, le volte in cui ho detto che non credevo andasse bene...semplicemente non credevo che andasse bene. Dovevamo renderlo migliore, in maniera che lo studio, i produttori e tutti fossero felici.

Hai presentato all'MPAA (Motion Picture Association of America) una versione più corta e meno violenta di Distretto 13, rispetto a quella cinematografica.
Non è proprio così. Stavamo per ricevere un "vietato ai minori" per quella scena della ragazza...

Con il cono gelato.
Esatto. Perciò il distributore ha detto "Tagliate semplicemente la scena per il 'bollino giallo', e lo pubblicheremo come è".

Se ne è accorto qualcuno?
Nessuno mi ha mai detto nulla.

Andando avanti nel tempo, Tobe Hopper e Kim Kennel [co-creatori di Non Aprite Quella Porta] hanno collaborato al copione per La Cosa.
Sì. Avevano già scritto tutta la bozza prima che arrivassi io. Tutte le bozze erano state scritte prima che arrivassi. Una era un po' indietro...stavano cercando di farla funzionare.

Hai mai incontrato loro o qualcuno degli altri sceneggiatori?
No.

Per quanto riguarda la colonna sonora di quel film: come punto di riferimento, hai parlato delle colonne sonore di Max Steiner come "musica che scompare". Quali altri punti di riferimento avevi, o avevi in mente una colonna sonora di Max Steiner in particolare?
La musica di  Steiner non scompare. Stavo confrontando la musica da Topolino, con il tipo di musica che faccio io. La musica da Topolino è quella che Max Steiner ha fatto in King Kong. I passi di King Kong sono sottolineati dalla colonna sonora: bom – bom- bom. La musica da Topolino è questo eccesso di colonna sonora. È quello che succede oggi. Tutto ha troppa colonna sonora. La musica minimalista è per la maggior parte della mia epoca – degli anni '60, '70 e '80. i Tangerine Dream ne hanno fatta. La colonna sonora dell'Esorcista è un altro esempio. Non erano colonne sonore da Topolino. E con Topolino non voglio dire che siano stupide, o da cartone animato, ma tutto veniva sottolineato musicalmente: i passi, tutto. È per questo che Steiner era famoso.

L'artista degli effetti speciali, Rob Bottin, afferma di aver suggerito di rappresentare le cinque trasformazioni violente del film come una "fantasia", in parte per troncare sul nascere le obiezioni della censura, specialmente per quanto riguarda l'aspetto degli organi interni della cosa, e la palette dei colori. Ha lavorato agli effetti della creatura per il film fino alla pubblicazione, però, se ho capito bene. Che tipo di conversazioni avete avuto riguardo al film?
Oh, non saprei nemmeno da dove iniziare a raccontarti, ce ne sono state talmente tante. Ma a un certo punto abbiamo deciso di attenuare il colore del sangue e delle viscere. Quello è vero. Ma l'abbiamo deciso dopo aver già girato qualche scena. Non è stato il nostro grande piano dall'inizio.

Dopo aver diretto La Cosa, hai letto uno studio demografico che affermava che il pubblico dei film horror era calato del 70% in un periodo di sei mesi.
Sì, è stato shockante! [ride].

Ti ricordi dove eri quando l'hai letto?
Ero nel mio ufficio alla Universal. Me l'aveva mandato la Universal.

Era la loro maniera di dirti "non crearti troppe aspettative"?
Sì: "reggiti forte".

Doveva essere all'incirca il periodo in cui hai fatto un primo montaggio...
No, era dopo, quando lo stavamo terminando.

Wow, è demoralizzante! È stata una mossa molto azzardata per un film in studio. Sembra che avessi una visione chiara del film, ma quanto ti trovi nel vuoto a lavorare con gli attori e uomini come Bottin per ottenere un certo effetto? Controllavi ciclicamente il lavoro, dicendo "Questo è esattamente ciò che voglio"?
[ride] Beh, si incomincia facendo dei progetti. Si pianifica il film, si prendono alcune decisioni a cui ci si attiene. Il casting è la cosa più impegnativa: selezioni gli attori, e poi ti togli dai piedi. Dai loro tutto quello di cui hanno bisogno per lavorare al meglio. Lo stesso valeva per Rob Bottin: nel nostro progetto iniziale, la creatura era una sola cosa. E l'idea di Rob era che potesse assumere qualsiasi aspetto, e cambiare di continuo. Quindi mi sono attenuto a questo. Il mio lavoro era quello di dargli ciò di cui aveva bisogno per fare il suo lavoro al meglio. A volte discutevamo su quale aspetto dovesse assumere in una particolare scena, e decidevamo insieme. È un processo in continua evoluzione, ma una volta presa la decisione iniziale, ci sei dentro.

Nel 2000 hai tenuto una lezione sulla sessualità e la brutalità nei film.
Sesso e Violenza nel Cinema, giusto.

All'Università di Santa Barbara. Hai mostrato cose come Cane di Paglia e Ecco l'Impero dei Sensi, ma avevi Blood Feast nel tuo programma?
No, era una cosa più sofisticata...avrei potuto, ma era una lezione più storica. Quello che volevo è che durante la lezione si creassero delle conversazioni. Volevo che i ragazzi pensassero a cosa stavano guardando. Perciò i film che li avrebbero sconvolti di più erano Cane di Paglia e Ecco l'Impero dei Sensi. Quei film hanno davvero risvegliato delle emozioni.

Terry gilliam recentemente ha detto che nel periodo tra un film e l'altro, ci si sente come in uno strano limbo: hai fatto uscire un film dal tuo sistema, e stai aspettando il prossimo a cui dedicarti. Quali effetti hanno avuto su di te le recensioni e l'accoglienza generale di La Cosa? Un critico notoriamente poco gentile ti aveva descritto come un "pornografo della violenza".
Come ogni essere umano! [ride]. Non è un segreto: devi solo formarti una corazza e andare avanti. Non devi farti influenzare da queste cose.

Anche dopo il fallimento di La Cosa, non ti sei buttato in qualsiasi progetto ti venisse offerto...ti era stato proposto di girare Top Gun, no?
Non sapevo che mi fosse stato offerto, ma l'ho letto. Non l'avrei fatto, neanche se me l'avessero offerto davvero. Sarebbe stato ridicolo!

giovedì 2 ottobre 2014

Beyond Fest 2014: John Carpenter annuncia per l'inizio del 2015 l'uscita di una compilation musicale di "temi perduti"


Il sito shocktillyoudrop.com ha affermato che durante l'apparizione di John Carpenter insieme all'attrice Jamie Lee Curtis di ieri sera all'edizione 2014 del Beyon Fest di Hollywood (qui sopra una foto della coppia scattata proprio durante il meeting con i fans), il regista californicano avrebbe annunciato ai presenti che nei primi mesi del 2015 uscirà una compilation musicale di temi da lui creati negli anni e non utilizzati nei suoi film. Al momento però non emergono altri dati sulla release.